Dipingéremo, o il ricordo di un’estate (celestiniana)

Esattamente venti anni fa la prima Estate Celestiniana inaugurava una nuova generazione di operatori culturali che si è affermata a livello nazionale. Ma non come avrebbe dovuto a Sulmona, città da ...
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Senza scomodare Stephen King, il maestro del genere horror, con la citazione della sua famosa novella “Stand by me – Ricordo di un‘estate” l’esposizione delle opere realizzate in occasione delle prime due edizioni dell’Estate Celestiniana nel 2006 e nel 2007, su un progetto di Marco Maiorano, prevista nel programma della NOTTE BIANCA DEL PATRIMONIO CELESTINIANO nella’abbazia di Santo Spirito al Morrone sabato 8 agosto 2026, qualche aspetto orribile in effetti lo contiene.

Non per le opere, naturalmente, che furono realizzate in una circostanza che la memoria ammanta di poesia perché eravamo molto più giovani, perché si era ancora portatori sani del gene dell’entusiasmo, perché c’era intatta una forza anche fisica che oggi a distanza di due decadi, quattro lustri, venti anni, 240 mesi, comincia a fare “ciao ciao” con la manina.

Non per la caotica organizzazione richiesta da una dozzina di associazioni che volevano dimostrare che fosse possibile lavorare insieme ad un progetto comune, per valorizzare un luogo con idee, arte, musica, cultura e attenzione alla comunità.

O per i presidenti di giuria, il docente all’università di Tel Aviv, l’israeliano Doron Elia (che a vedere come oggi stiano i rapporti di certa “cultura” con gli ebrei mi rende particolarmente fiero) e Giuseppe Fiducia, grandissimo pittore e disegnatore, ma soprattutto poi amico fraterno, che un destino davvero cinico ci ha portato via nel 2011.

Non per il fatto di essere avanti di anni rispetto ad iniziative simili che sono arrivate in seguito, spesso scopiazzando malamente quel tipo di approccio perché in realtà con finalità forse meno nobili ma, comunque, non altrettanto originali e dense di contenuti.

L’aspetto orribile sta nel fatto che già allora, per chi come me si era accollato lo sforzo folle di far finanziare l’iniziativa, si era percepita chiaramente la miopia “ciuccia e presuntuosa” delle istituzioni e della politica che, sia pure con modalità meno sfacciate rispetto ad oggi, applicava esattamente le stesse logiche para-clientelari ed elettoralistiche attuali.

Con l’Estate Celestiniana, con Dipingéremo e con tutto il programma di quelle giornate, realizzate per di più in un luogo esterno alla cinta muraria di Sulmona, città che notoriamente è perennemente ripiegata su sé stessa tanto da riempire di sabbia piazza Garibaldi per la beneamata e arcicelebrata Giostra Cavalleresca, c’era poco da fare “scrusciu” direbbero i siciliani. Poca visibilità in una realtà in cui già allora s’intuiva che saremmo diventati tutti o influencer o vittime di influencer.

Horror cresciuto a dismisura con le vicende che si sono susseguite nei vent’anni seguenti nei quali, grazie agli autentici fenomeni di incapacità politica e culturale che si sono succeduti, un progetto innovativo è finito a ricordare a se stesso, ai suoi autori e agli scimmiottatori che si sono alternati nel tempo, che non c’è niente di peggio che avere una buona idea in un luogo dove nei cervelli le idee e soprattutto l’onestà intellettuale, sono assenti da decenni.

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