Suonare la sveglia. Con una firma.

Premetto che, essendo i membri dell’Associazione Celestiniana Sulmona persone corrette ed estremamente rispettose delle istituzioni e di chi le rappresenta, prima di arrivare a ...

Premetto che, essendo i membri dell’Associazione Celestiniana Sulmona persone corrette ed estremamente rispettose delle istituzioni e di chi le rappresenta, prima di arrivare a intraprendere un’iniziativa “forte” come una petizione abbiamo più volte sorvolato e cercato di dialogare con i canali ufficiali e ufficiosi delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute dal 2011 a oggi.

Abbiamo proposto soluzioni, coinvolto altri sodalizi (in primis i “Volontari delle Frazioni” e l’associazione “Una fondazione per il Morrone”) procurato fondi, ottenuto riconoscimenti anche prestigiosi e, addirittura, lo scorso anno su iniziativa del mai troppo ringraziato Massimo Verrecchia da Avezzano, una legge regionale, la 15 del 6 maggio 2025, che finalmente conferiva all’Area Celestiniana del Morrone lo status di sito d’interesse regionale e alla manifestazione del “Fuoco del Morrone” riconoscimento formale. Con tutto quello che ne derivava.

Abbiamo esultato, come comprensibile quando il Consiglio Regionale d’Abruzzo, in tempi record, ha approvato all’unanimità. Ma la festa è durata il tempo di capire che la palude in cui è impantanata da decenni la politica cittadina avrebbe, per l’ennesima volta, allontanato la realizzazione di una visione che altrove, anche solo a distanza di cinque o sei chilometri (leggi Pratola Peligna), avrebbe trovato immediata accoglienza e sicuro sostegno.

Tutto per quel progetto di Partenariato Speciale Pubblico Privato sul quale già dal 2024 (sindaco Di Piero) si era giunti all’apparentemente unanime convinzione che fosse quella la strada giusta da seguire, anche perché ben definita da due norme fondamentali al riguardo. Ma non voglio annoiarvi con particolari tecnici che potrete poi trovare nei documenti che sono allegati ai fogli per la raccolta delle firme.

Infatti, la giunta Di Piero prima e quella Tirabassi dopo, hanno appovato due delibere in cui affidano alla Celestiniana “nelle more dell’attivazione del progetto di Partenariato” la custodia dell’intera area per un periodo di sei mesi, dietro un rimborso spese praticamente simbolico di € 2000 per la prima e di € 1500 per il rinnovo effettuato dall’attuale amministrazione e ormai di prossima scadenza.

Da quel momento, solo generiche rassicurazioni e silenzi imbarazzati nonostante le ripetute sollecitazioni informali pervenute al sindaco Tirabassi anche, a quanto ci risulta, da autorevoli esponenti della sua maggioranza, Luisa Taglieri in primis, nonché da persone esterne all’amministrazione.

Tranne che, ad onor del vero, per un recentissimo, opportuno incontro chiarificatore con il vescovo Michele Fusco, promosso dall’assessora Emanuela Cosentino, convinta ma osteggiata fautrice del Partenariato, per recepire eventuali indicazioni della diocesi vista la clamorosa benché lungamente sottovalutata, valenza religiosa e spirituale dell’eremo celestiniano di Sant’Onofrio al Morrone, centro focale ed ispiratore di tutto il progetto.

C’è da sottolineare, se qualcuno pensa a chissà quale complicato intrico burocratico, che la procedura prevista per avviare il tutto consiste in una banale pubblicazione sull’albo pretorio per verificare la sussistenza di eventuali proposte migliorative. Cosa peraltro del tutto improbabile, considerata la specificità giuridica e la complessità di una eventuale gestione che non può prevedere finalità di lucro.

Comunque, stanchi di pestare acqua nel mortaio il 13 marzo scorso torniamo a “stimolare” l’amministrazione chiedendo una convocazione in seduta pubblica congiunta delle commissioni consiliari Bilancio e Cultura e Turismo, proponendo una discussione trasparente nei confronti dei cittadini così da permettere ai consiglieri di poter valutare il progetto e manifestare apertamente, e limpidamente, posizioni ed eventuali ragioni pro o contro.

Oggi è il 21 di maggio, quindi dopo oltre due mesi non ci sono stati ulteriori “formali” segnali di vita da parte dell’amministrazione.

Per cui, avvalendoci del principio di sussidiarietà rinconosciuto dalla Costituzione e visto che il comune di Sulmona ha un bello statuto e un puntuale regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, ci siamo avvalsi dell’art. 19 dello statuto e, insieme ai tanti soci, amici e associazioni cittadine, abbiamo avviato da qualche giorno una raccolta di firme per chiedere di approvare in una seduta consiliare una cosiddetta “delibera di indirizzo” alla Giunta Comunale per cercare di concludere questa faccenda paradossale nella sostanza, imbarazzante nei modi, ingiustificata nella totale assenza di motivazioni contrarie.

Quindi, se credete che l’Area Celestiniana finalmente meriti di diventare davvero una risorsa per Sulmona, l’intera vallata e per tutta la Regione Abruzzo, se siete cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Sulmona, firmate la nostra petizione oppure, se no potete voi ma avete un cugino, una zia o un amico che a Sulmona risiede, chiedetegli di firmare dove trovano il modulo che stiamo distribuendo o nel banchetto che a breve troveranno in centro città.

Per prendere visione della petizione e della proposta di delibera d’indirizzo, leggete sotto.

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